SUICIDIO GIOVANILE: PSICHIATRI CONTRO SOCIAL

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L'uso sempre più massivo dei Social Network da parte dei giovani, ha portato alla luce il possibile nesso tra la cattiva salute mentale di alcuni individui e l'uso appunto dei Social Media. Vi è un caso su tutti a dimostrazione di questo. E' il caso di Ian Russell, la cui figlia Molly si è suicidata nel 2017. L'uomo da anni chiede che gli vengano consegnati tutti i dati dell'account della figlia da parte di Instagram per stabilire se, come crede, il Social Network sia la causa della morte della figlia quattordicenne. Ian è convinto che, anche se la correlazione tra la scelta della figlia di togliersi la vita e l'uso dei social non sia completamente stabilita, l'uso di quest'ultimi abbiano avuto comunque un ruolo fondamentale nella morte di Molly

Dal canto suo, lo scorso anno Instagram ha annunciato la decisione di vietare la pubblicazione di foto con ferite auto inflitte per contribuire alla lotta contro l'autolesionismo e il suicidio, ma questo non basta per placare le lamentele da parte di genitori che si sono trovati nella stessa situazione di Ian Russel; Questo però crea un problema di Privacy: il gruppo per i diritti civili Big Brother Watch ha dichiarato che pur riconoscendo l'importanza della ricerca sull'impatto social, gli utenti dovrebbero poter scegliere quali dati fornire e per quali scopi, e comunque avere una certa autonomia "Senza doversi sentire come cavie da laboratorio".
Gli psichiatri che studiano i casi garantiscono però che la raccolta dati che riguarda la natura dei contenuti e la quantità del tempo trascorso sui social, sarebbe comunque anonima e con protocolli di assoluta sicurezza in fatto di privacy. Alcuni di questi psichiatri hanno anche affermato che "Se questi giganti tecnologici vogliono essere una forza positiva e volta al bene dei loro utenti, dovrebbero fare di tutto per aiutare i ricercatori a capire meglio il loro funzionamento e quali rischi le loro piattaforme pongono agli utenti, soprattutto ai più giovani".

Nei corsi organizzati da Smart University e da COM2, riguardanti il benessere e i social, studieremo tutti gli aspetti positivi dei Social Network, approfondendo però anche tutti i lati negativi e i problemi che nascondono, in particolare il problema della Privacy.

. Per leggere l'articolo originale collegati al seguente link: http://europa.today.it/giovani/psichiatri-social-suicidi-giovani.html

DUDUBAGS, CON I SOCIAL ORDINI DALLE MALDIVE

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Nel mondo digitale in cui viviamo, per un’azienda è fondamentale sfruttare tutti i più importanti Social Media che ci vengono messi a disposizione. L’hanno capito Enrica e Paolo, figli di Biagio Addario, fondatore di Dudubags. Oggi questa azienda, da sempre il top della pelletteria, grazie alla creazione di un eCommerce e ad un buon utilizzo dei Social Media, conta più di 500 rivenditori, l’80% in Italia che è il primo mercato della società, seguita da Francia, Russia, Spagna, Germania ed Est Europa.

Spiega Sara Verardo, social media manager di Dudubags: "Nel 2011 è nato il nostro eCommerce e più o meno in quella data sono stati aperti tutti i nostri canali social. Ho cercato di potenziare il lavoro con la pubblicità e l'informazione sponsorizzata su Facebook e Instagram e, visti i risultati, abbiamo deciso di continuare”.

La social media manager spiega anche come, nonostante il grande risultato ottenuto, l’obiettivo sia quello di espandere ancora di più l’azienda, raccontando anche di come, grazie all’eCommerce, abbiano ricevuto una richiesta di acquisto da un privato dalle Maldive.

Affronteremo tutte le tematiche legate all’utilizzo dei Social Media per potenziare il lato Digital e Social di un’azienda nel Master “Social Media Marketing in Azienda” organizzato da COM2 e SMARTUNIVERSITY

. Per leggere l'articolo originale collegati al seguente link: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2020/02/24/dudubags-con-social-acquisti-da-maldive_8c138c14-756c-4c85-9447-073b00ef9cde.html